Degrado on-line
Ad inizio anno se n'era parlato ma poi più niente, invece da sabato 9 Febbraio 2008 è entrata in vigore la modifica alla legge sul diritto d'autore, la quale consente la pubblicazione su internet di "immagini e musiche degradate per usi didatti e scientifici" senza necessità del consenso degli aventi diritto.
Questa legge ha suscitato non poche polemiche ma c'è da dire che è la prima norma in Italia ad autorizzare la pubblicazione on-line di intere opere coperte da copyright. Questa stabilisce limiti alla qualità ai fini della diffusione gratuita su internet.
Il testo del nuovo decreto in vigore da Febbraio: "1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell'università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all'uso didattico o scientifico di cui al presente comma".
Il testo è in realtà un po' confuso, affronta il problema della musica ma non cita per esempio le trasmissioni radiofoniche e qualcuno dice che non tiene neanche conto dei testi delle canzoni. La legge disciplina la diffusione delle immagini ma a quanto sembra esclude i video, a quanto sembra. Il comma allude alla bassa risoluzione ma non dice quanto deve essere bassa né cosa si intenda per immagine degradata (le classiche leggi "ad interpretazione").
Solo un decreto ministeriale potrà cambiare la situazione ma il dibattito in rete è molto acceso. Al punto che sui forum e sui blog si dà spazio alle libere interpretazioni: come quelle secondo cui le immagini in formato jpeg sono già - in quanto compresse - degradate e quindi la loro diffusione non è in discussione.
Fatto sta che la legge è in vigore e tutti noi che parliamo e facciamo attività online dobbiamo farne i conti, comunque come sempre: ai posteri ardua sentenza!