Google porta la "posta prioritaria" su Gmail: un nuovo servizio che divide automaticamente i messaggi ricevuti in piu' o meno importanti.
Così facendo gli utenti saranno aiutati a districarsi fra le e-mail in arrivo ogni giorno, moltissime possono essere di spam!
Su Gmail sta per sbarcare il Priority Inbox che separa i messaggi "importanti e non ancora letti" da "tutto il resto" e le e-mail "speciali".
Il nuovo servizio, in fase sperimentale, sara' a disposizione entro la seconda settimana di Settembre 2010.
Non è tutto però: perchè Gmail si potrebbe trasformare a breve in un vero e proprio hub delle comunicazioni. Infatti si ipotizza che in futuro ci sarà un battaglia con Skype per le telefonate VoIP. Infatti Google starebbe testando un servizio web per telefonare all'interno di Gmail.
Non resta che attendere... come sempre, del resto.
Il ruolo di blogger non è equiparabile a quello di direttore di giornale. Questo lo ha stabilito una sentenza della Corte di Appello di Torino.
Così facendo ha riformato quanto deciso in primo grado, i giudici hanno confermato in parte la condanna nei confronti di un blogger di Aosta che era stato condannato a una pena pecuniaria di 1.00,00 € per diffamazione relativamente a due post. E' invece stato assolto dal reato di omesso controllo: per la Corte i post che non sono scritti dal gestore del blog sono considerati anonimi.
Sulla Gazzetta del 4 Aprile 2010 è apparso questo articolo:
"È come se migliaia di automobilisti avessero scoperto all' improvviso l' esistenza di decine di modelli diversi di macchine: abituati ad accendere il motore senza far caso, si sono resi conto che si può andare a gasolio o a gas, oltre che a benzina. Dal 2 marzo anche in Italia si può scegliere il browser per navigare in Rete attraverso una schermata che entro maggio comparirà automaticamente all' accensione di 20 milioni di pc. Quello che l' 80% degli utenti dava per scontato fosse solo Internet Explorer adesso può avere altri 11 nomi diversi e una quantità di funzioni alternative. Ballot screen È l' effetto del ballot screen, la scelta del programma, concordata dalla Commissione europea con Microsoft per limitare il monopolio del colosso di Mountain View. Opera ha triplicato i download, Google e Mozilla parlano di aumenti significativi rispettivamente per Chrome (40 milioni di utenti attivi nel mondo) e Firefox (2 milioni di download in media al giorno), a spese di un -1,3% di quota di mercato per Internet Explorer. «A noi interessa educare la gente a capire che cosa può fare un browser, la porta d' accesso ai contenuti - dice Tristan Nitot, presidente di Mozilla Europa, una fondazione no profit -. Il 40% degli italiani, per esempio, continua a scambiare il programma che serve a navigare per un motore di ricerca e non sa come evitare certe abitudini negative». Traduzione Anche Google è un gigante, ma per una volta parte da dietro. «Il ballot screen è un incentivo a sviluppare innovazione - dice Alessio Cimmino, responsabile della comunicazione di Google Italia -. Noi, per esempio, nella versione di Chrome appena rilasciata abbiamo integrato l' opzione per tradurre i contenuti dall' inglese e aumentato il controllo della privacy, sito per sito». Spot Per affrontare la nuova concorrenza, Microsoft ha lanciato una campagna pubblicitaria incentrata sulla sicurezza di Internet Explorer 8. «Il nostro programma ha bloccato 590 mila attacchi malware e permette di non lasciare traccia dei siti nei quali si è navigato - spiega Carlo Rossanigo, direttore comunicazione di Microsoft Italia -. Sono questi i numeri che contano per gli utenti»."
Ecco come far conoscere alla massa la possibilità di avere o utilizzare browser diversi da quello che fin'ora era definito dal 98% della popolazione: lo standard!
Le donne tra i 35 e i 44 anni risultano le piu' abituate a fare acquisti di articoli di design via internet, questo è quanto emerge da uno studio della Camera di Commercio di Milano.
Dal vassoio con al centro l'apertura per le dita per chi vuole improvvisarsi cameriere alle lampade da tavolo realizzate con racchette da ping pong, passando per le lampade in barattolo che sfruttano l'energia solare, il set da aperitivo in mais biodegradabile e le sedute trasformabili per gli adulti o quelle colorate e a forma di animali per bambini: l'offerta di design on line e' per tutti i gusti (fonte ANSA).
Se il ritratto del cliente parla di donne (17,5% delle acquirenti sceglie il design) e di persone tra i 35 e i 44 anni (il 18,3% di loro compra design), l'acquisto via web, 1 su 7, riguarda gli articoli e prodotti collegati alla casa.
In classifica sono in 5^ posizione:
- viaggi
- informazione
- intrattenimento
- articoli tecnologici
- articoli casa
Milano, sia come capoluogo che come provincia, si conferma capitale del commercio online. Sono infatti più di 500 le imprese del commercio elettronico attive in provincia nel 2008 (+39% dal 2007 e del +562% dal 2004), dove si registrano il 53,1% delle vendite on-line in Lombardia e il 9,5% del totale nazionale.
Come scritto nell'Ottobre 2008 dalla 10D, che in questo momento di crisi l'e-commerce la vede neanche col cannocchiale.
Pubblicità = forma di comunicazione a pagamento, diffusa su iniziativa di operatori economici attraverso mezzi di comunicazione quali tv, radio, giornali, affissioni, posta e sempre più ultimamente Internet, la quale tende in modo intenzionale e sistematico a influenzare gli atteggiamenti e le scelte degli individui in relazione al consumo di beni e all’utilizzo di servizi.
Semplificando si può dire che pubblicità è comunicazione! La pubblicità ci comunica e trasmette informazioni, infatti molti studi e statistiche confermano che la pubblicità, oltre al passaparola, sono molto influenti per la scelta, da parte di un possibile cliente, di un bene/servizio.
Ogni azienda che vuole cresce, espandersi e farsi trovare deve investire in progetti, più o meno grandi, nella pubblicità... in questo periodo di crisi o pseudo recessione, l'investimento in questo settore non è da poco, è questo che farà la differenza nel medio periodo tra un'azienda importante e una destinata alla chiusura.
Pubblicizzare un'azienda, promuovere un prodotto, offrire sconti, ecc... sono tutte comunicazioni che aziendalmente si vogliono far recepire al pubblico, ma il noccio di tutto questo è il vendere, il guadagnare ma soprattutto incrementrare il proprio business!
Molti sono le "piattaforme" per comunicare la nostra informazione pubblicitaria, quelle elencate all'inizio di questo post, ma se vogliamo possiamo dividerle in 2 macroaree: OnLINE e OffLINE.
Attualmente l'offline (il tradizionale) ha ancora un buon piazzamento infatti la maggior parte della pubblicità che vediamo la troviamo su cartelloni, riviste, giornali, volantini... ma sempre più importante è l'online, cioè tutto quelle legato ad Internet.
Molte aziende si affidano ad agenzie specializzate in campagne di marketing tradizionale, quello legato all'offline ma attenti, anzi attente aziende, chi è maestro nell'offline non è detto che lo sia anche online, perchè strategie, tecniche e strumenti sono diversi. Quindi prima di accettare informatevi bene... Il compito di un'agenzia tradizionale è quello di darvi visibilità "all'aperto", mentre quello di una dedita alla visibilità online è quello di promuovervi attraverso le più diversificate strategie combinate del web marketing, settore molto più complesse di quanto si pensi.
Non è solo motori di ricerca, banner pubblicitari, pay per click il web marketing... è molto altro.
Tante sono le sfaccettature che può avere online... scopritele grazie a noi: 10D.
La black list delle libertà online fissata dalla RSF (Reporters Sans Frontieres) mette ai primi posti Cina, Cuba, Egitto e Iran, questo è quello che emerge dall'elenco delle nazioni che controllano e limitano il web. Nel 2009 Internet al posto di essere veicolo di libertà, in queste nazioni è paragonabile ad una grande LAN (local area network), una grande rete aziendale ricca di controlli, limitazioni e blocchi. Assurdo diremo noi... ma non è tutto, chi cerca di aggirere le regole per aver più libertà: rischia il carcere!
RSF continua l'elenco citando: Arabia Saudita, Birmania, Corea del Nord, Siria, tunisia, turkmenistan, Uzbekistan e Vietnam, per un totale di 12 nazioni.
Pensate che sia finito? No, sono incriminate per altri fattori ben 10 nazioni "libere", 2 esempi su tutti: Australia e Corea del Sud: dichiarate sotto osservazione per adottare misure non compatibili con la libertà d'espressione e d'informazione. C'è da dire però che in Australia si sta discutendo di un progetto di legge che consentirebbe ai provider di controllare ogni utente e di bloccare contenuti inappropriati nel nome della lotta alla pedofilia e al download illegale di video e musica.
Il record di "ciber-dissidenti" in carcere è detenuto dalla Cina con ben 49 persone incarcerate; seguono il Vietnam con 7 e l'Iran con 4. In totale si contano circa 69 persone imprigionate per essersi "liberamente espresse attraverso Internet". Un numero che sottolinea la pericolosità del Web in alcuni Stati.
30% è la crescita dell'investimento che nei primi 6 mise del 2008 ha avuto il comparto Internet, contro un 3% degli investimenti nelle altre piattaforme di mercato.
L'UPA comunica che Internet supera la radio nella pubblicità, infatti advertising online non è solo banner pubblicitario o annunci a pagamento, ma anche tutto quello che ha a che fare col: email marketing, posizionamento nei motori di ricerca e marketing online.
Le previsioni dicono che a fine anno il web fatturerà ben 675.000.000 di € per la pubblicità! Una cifra esorbitate rispetto agli altri settori, con un +30% rispetto al 2007. Non spaventiamoci, queste per ora sono solo briciole, perchè pensate che in Italia la quota di mercato che Internet ha, in ambito pubblicitario, è di solo il 6%, contro il 10% degli altri paesi UE e del 15% degli USA! OK che negli USA si era in piena campagna elettorale, terminata da qualche giorno, ma se ci ricordiamo anche a casa nostra nel 2007 c'erano le elezioni.
Fattori determinanti di questo incremento sono:
- aumento della popolazione che utilizza in mezzo Internet, la maggior parte per acquisti di prodotti (vista la crisi i negozi online offrono alti sconti) e le vacanze (le prenotazioni online hanno meno spese e poi si trovano più last minute) [E-commerce zero crisi]
- amunentano le ore medie giornaliere trascorse online, a scapito degli altri media
- incremento smisurato di podcast, community e network
- pubblicità online mirata alle specifiche esigenze che l'utente ricerca (per esempio nelle ricerche motori di ricerca), infatti se cerchiamo un tale bene su un motore di ricerca, ci aspettiamo che nei risultati appaiano siti inerenti al nostro argomento
- ampliamento di aree wi-fi ad accesso gratuito
- ultimo ma non meno importante: è possibile pagare solo per gli effettivi risultati ottenuti, perchè tutti i movimenti possono essere tracciati dalle statistiche (le campagne Pay Per Click per esempio)
Ad inizio anno se n'era parlato ma poi più niente, invece da sabato 9 Febbraio 2008 è entrata in vigore la modifica alla legge sul diritto d'autore, la quale consente la pubblicazione su internet di "immagini e musiche degradate per usi didatti e scientifici" senza necessità del consenso degli aventi diritto.
Questa legge ha suscitato non poche polemiche ma c'è da dire che è la prima norma in Italia ad autorizzare la pubblicazione on-line di intere opere coperte da copyright. Questa stabilisce limiti alla qualità ai fini della diffusione gratuita su internet.
Il testo del nuovo decreto in vigore da Febbraio: "1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell'università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all'uso didattico o scientifico di cui al presente comma".
Il testo è in realtà un po' confuso, affronta il problema della musica ma non cita per esempio le trasmissioni radiofoniche e qualcuno dice che non tiene neanche conto dei testi delle canzoni. La legge disciplina la diffusione delle immagini ma a quanto sembra esclude i video, a quanto sembra. Il comma allude alla bassa risoluzione ma non dice quanto deve essere bassa né cosa si intenda per immagine degradata (le classiche leggi "ad interpretazione").
Solo un decreto ministeriale potrà cambiare la situazione ma il dibattito in rete è molto acceso. Al punto che sui forum e sui blog si dà spazio alle libere interpretazioni: come quelle secondo cui le immagini in formato jpeg sono già - in quanto compresse - degradate e quindi la loro diffusione non è in discussione.
Fatto sta che la legge è in vigore e tutti noi che parliamo e facciamo attività online dobbiamo farne i conti, comunque come sempre: ai posteri ardua sentenza!
Tenendo conto che la pubblicità in televisione ha costi altissimi, quella cartacea alti (nazionali), a meno di una scelta su giornali locali, il tele-marketing con continue telefonata a casa fastidiose... il futuro sempre più vicino è Internet, il web... in una parola l'on-line.
In questo modo non si va a propinare prodotti direttamente alla gente, con alti costi e poche conversioni, ma è la gente stessa che cercando quel dato prodotto trova l'azienda. Così facendo si avrà un dato molto più alto di conversione e un migliore ritorno d'invetimento.
Per questo le aziende, di qualsiasi dimensione, devono puntare su Internet, oltre al sito web anche alla visibilità on-line per ampliare il proprio mercato e aumentare gli introiti.
Agli inizi del boom on-line molte aziende hanno investito molte risorse per esserci ma aziende poco serie o strategie errate hanno fatto sì che l'investimento andasse in fumo. Ora queste aziende sono più restie a riprovarci e agenzie web serie fanno più fatica a dissuaderle per provare la vera forza di questo "prodotto"!
Alcune problematiche dei siti possono essere:
- l'avere un sito web non implica l'essere rintracciabili da chi non conosce la vostra azienda
- puntare tutto sulla grafica (immagini, flash, animazioni) sia il top, invece è proprio l'opposto per via che i motori di ricerca apprezzano maggiormente i contenuti testuali
- fare solo una campagna di email marketing possa servire a rendere nota l'azienda
- non analizzare il mercato per vedere cosa viene ricercato e puntare su di esso

Ecco alcune soluzioni per ovviare questi problemi:
- creare un sito con una grafica che rispecchi l'azienda
- strutturare il sito con ottimizzazioni e contenuti, creati ad hoc, per i motori di ricerca, così facende questi inseriranno in modo più facile e veloce il vostro sito nei loro data base
- strutturare una campagna di visibilità per far si che il sito sia reperibile nei motori di ricerca con le combinazioni più cercate dagli utenti; questo avviene tramite delle anilisi e dei studi di mercato e fattibilità per trovare le combinazioni più importanti per il settore dell'azienda, così facendo se un utente fa una ricerca con una di quelle combinazioni importanti è molto probabile che vi rintracci
- fare una campagna di "pay per click" (banner a pagamento con costo a click) nei maggiori motori di ricerca per lanciare un nuovo prodotto o per attendere l'indicizzazione del sito nei motori di ricerca; questa attività è ottima per dare un target geografico mirato, esempio: solo i mercati in lingua Inglese, oppure solo per la provincia di Venezia, oppure solo in Venezuela, così facendo si potrà mirare maggiormente l'obiettivo
- fare una campagna di popolarità per dare appunto "più popolarità al sito", questo è un buon prodotto per battere la sempre più agguerrita concorrenza, così facende si ha una durata del posizionamento ad alto livello maggiore, rispetto ad un posizionamento semplice.
Questi sono solo alcuni degli aspetti principali per far sì che un sito sia ben costruito e visibile nei motori di ricerca.
Il dilemma di ogni azienda che vuole entrare su Internet: come scegliere la web agency alla quale affidarmi?
Allora da dove cominciare... bè come prima cosa fare una ricerca nei motori di ricerca, magari con la combinazione web agency + in nome della provincia (web agency venezia) e vedrete apparirvi una serie di agenzie o magari una mappa con dei nomi di agenzie.

A questo punto si inizia a navigare all'interno del sito della web agency, si naviga all'interno dei siti dei loro clienti con lo stesso criterio come abbiamo navigato il loro.
Per controllare la soddisfazione dei clienti è sufficiente telefonare a qualcuno di essi chiedendo informazioni sui risultati raggiunti col sito e sul livello di assistenza offerto successivamente alla realizzazione. Naturalmente nella telefonata sarete accorti a dire chi siete e a specificare bene lo scopo della vostra telefonata.
Fidarsi più di quello che ci dicono i clienti che di quello che racconta la web agency tenedo conto che se sento due voci negative sono sufficienti per orientarsi verso altra agenzia . In presenza di giudizi discordanti sentire un terzo cliente per orientarvi. Comune una cosa importante è anche visualizzare i risultati ottenuti dall'azienda e confrontarli con i clienti.
Solitamente le agenzie web grandi dividono il lavoro di realizzazione del sito fra vari operatori, interni ed esterni, e molto spesso non avete un referente unico per tutti i problemi quindi il vostro sito non è quasi mai visto nel suo complesso, con notevole scadimento dei risultati ottenibili.
Se il sito non richiede una programmazione particolare legata agli obiettivi che si vogliono raggiungere, allora spesso è più conveniente e sicuro affidarsi ad un libero professionista oppure ad una web agency medio piccola che potrebbe possedere tutte le competenze necessarie e quindi gestire in prima persona tutte le problematiche della realizzazione e del mantenimento, come unico referente. Controllate sul sito della web agency se sono presenti case study o case history, questi rappresentano le esperienze e i risultati ottenuti da alcuni clienti dell'agenzia, sono molto importanti per capire effettivamente quanto e come conviene affidarsi a loro.
Spesso si risparmia non pochi soldi e i risultati sono anche migliori delle grandi web agency, le quali cheidono grosse quantità di denaro per i lavori, anche se di piccola entità, solo per mantenere il proprio nome e la propria immagine.
Molto spesso un'agenzia piccola con la metà dei soldi offre lo stesso risultato!
Naturalmente dovrete avere le stesse precauzioni anche per un freelance e quindi controllare il suo sito e quello dei suoi clienti oltre che sentire personalmente da qualche cliente.
L’opearazione di scelta della web agency è critica e anche se quanto esposto sopra puo sembrare una gran perdita di tempo è molto conveniente non trascurare questa fase perchè sbagliando si compromette il risultato e si perde l’investimento fatto.
Quindi cercate sempre il miglior compromesso costo/risultato, puntantdo sempre il più in alto possibile coi risultati.
Se cercate una consulenza in merito ad una realizzazione di siti web o ad una promozione nei motori di ricerca, fate un click di seguito su CONSULENZA GRATUITA.