Facebook lancia l'applicazione Places (Luoghi) e sfida apertamente Google sulla pubblicità...
Dove siete, dove sono i vostri amici e quali negozi o ristoranti ci sono nelle vicinanze della vostra posizione? Questa è la novità di Facebook Places, il nuovo servizio lanciato dal social network che imita i già esistenti Foursquare e Gowalla e permetterà così al colosso americano di entrare nel mercato della pubblicità per le piccole e medie imprese.
Usando Places da uno smartphone, si potrà segnalare la propria presenza in un determinato luogo o attività commerciale e si potranno conoscere nuove persone utilizzando questo servizio basato sulla geolocalizzazione, già utilizzata per altri servizi da Google (per esempio Adwords).
Il lancio di questa nuova funzione sarà importantissima da un punto di vista commerciale per la competizione pubblicitaria tra imprese, un segmento di mercato che interessa anche a Google e che ha grandi potenzialità di crescita.
Su questo mercato Facebook, con il proprio bacino di utenti composto da oltre 500.000.000 di utenti, può fare la voce grossa e diventare leader indiscusso.
Comunque solo il tempo ci dirà il "vincitore"!
Google - attraverso il controllato YouTube - e Facebook alleati per dar vita al Digital Debate, il dibattito digitale delle elezioni politiche nel Regno Unito in questo 2010.
Ovvero un rapporto interattivo tra i leader e gli utenti di internet, che in data 3 maggio incoroneranno il candidato a Downing Street.
Dall'apertura della campagna elettorale ben piu' di 5.500 domande sono state poste sulle pagine dedicate di YouTube e Facebook, le risposte sono da ieri 29 Aprile visibili online e gli internauti hanno pochi giorni per consultarle e votare il vincitore.
I numeri confermano una tendenza nota da tempo e e le particolarità uniche del nostro Bel Paese nel recepire le nuove tecnologie e gli strumenti web, come per esempio i social network e i programmi di messaggistica istantanea.
Perché Facebook, attuale sito icona delle community online, è cresciuto in Italia molto più velocemente che nel resto d’Europa?
E perché oggi cattura in media 53 minuti al giorno di qualche milione di internauti?
E come si spiega che i programmi per “chattare” via Internet dal computer, siano ormai un mezzo di interazione indispensabile per tre quarti della popolazione attiva su Internet (parliamo di circa 15 milioni di utenti)?
E come mai questi instant messaging generino un volume di 455.000.000 di messaggi al giorno?
Tante domane... e le risposte? Risposte poche ma tanti dati che descrivono in dettaglio il fenomeno “IM” e le sue strette relazioni con il mondo della telefonia mobile e quello dei social network sono contenuti nuova edizione dell’Osservatorio realizzato da Nextplora e Microsoft Italia presentato il 22GEN2009 alla stampa a Milano.
Oltre 15 milioni sull’instant messaging dai computer, 3 milioni gli utenti via cellulare!
Dall’indagine effettuata su un campione di 1.671 persone (rappresentative della popolazione Internet dai 16 anni in su) emergono innanzitutto due messaggi: le chat e i siti di social network possono essere considerati strumenti complementari mentre l’instant messaging si conferma un fenomeno inarrestabile non solo per i giovanissimi ma anche per uomini e donne di tutte le età. Facebook & Co. sono ancora meno popolari rispetto ai vari “messenger” che invece, ed è una delle principali risultanze dello studio, vantano una diffusione pari al 72% fra gli italiani che navigano in Rete. Di questi oltre 15 milioni di persone, di cui quasi 14 milioni comunicano con Windows Live Messenger, circa 3 milioni di individui (il 5% degli utenti attivi di Internet secondo la ricerca) fanno uso delle chat direttamente dal telefonino, sfruttando le funzionalità di chat precaricate nei cellulari di nuova generazione. Chattare in mobilità, nella speranza di vendor di terminali e operatori, diventerà una sorta di “killer application” ma al momento siamo allo stato di fenomeno dall’enorme potenziale di crescita, visto e considerato che SMS (utilizzati dal 94% di chi possiede un telefonino) e MMS (utilizzati dal 41% degli utenti campione) sono tutt’ora gli strumenti di comunicazione rapida preferiti.
La ricerca osserva inoltre che il 68% degli utenti di messaggistica istantanea è iscritto ad almeno un sito di social network (il dato sale all’83% per gli utenti di chat via cellulare) e che il 36% degli uomini nella fascia dei 25-34 anni ne fa uso abitualmente per “parlare di lavoro”. Infine due dati che completano a perfezione il quadro della rivoluzione del web 2.0 fra gli utenti della Rete in Italia: oltre il 60% del totale dei navigatori Internet ha attivato un “account” su un programma di instant messaging e le chat assorbono in media il 20% del loro tempo speso on line.